sabato 12 aprile 2008

WORKING MEMORY: IL NUOVO BUFFER EPISODICO

Nella storia delle Neuroscienze cognitive, mai modello funzionale è stato così utilizzato, studiato, citato, criticato e correlato anatomicamente di quello elaborato da Baddeley e Hitch (1974) e Baddeley (1986, 2000), ovvero il modello di Working Memory o Memoria di Lavoro.
Cosa s'intende con tale termine?
Definizione:"Set di processori indipendenti, in comunicazione tra loro, che concorrono alla realizzazione di un sistema comune a capacità limitata ed opera attraverso un range di compiti utilizzando codici di processamento differenti e diverse modalità di imput".
Detto in parole povere, è un sistema di memoria a breve termine che consente non solo di trattenere temporaneamente l’informazione (MBT), ma anche di operare su di essa, manipolandola, aggiornandola di continuo e mettendola al servizio di altre operazioni mentali, resistendo alle interferenze. Ciò implica che quando il sistema è impegnato in un compito che assorbe un ammontare specifico di queste risorse limitate, un compito supplementare concorrente dovrebbe avere effetti deleteri sull’esecuzione di entrambi i compiti (tipica evidenza di quanto appena detto è l'esecuzione di un compito doppio).
Il modello di Working Memory, nella sua elaborazione primaria del 1974, era costituita da un sistema attenzionale che supervisiona e coordina due sistemi sussidiari o buffer:
1) Sistema Esecutivo Centrale (SEC)
2) Loop articolatorio
3) Taccuino visuo-spaziale

Il SEC è deputato al controllo delle risorse attentive (limitate), responsabile della manipolazione delle informazioni e della realizzazione del controllo sui due sistemi sussidiari.Il concetto di SEC è stato successivamente ampliato da Shallice (1988), il quale propone il modello del Sistema Attentivo Supervisore (SAS), ovvero un meccanismo di controllo superiore coinvolto nell’attività decisionale (di cui parleremo più avanti in un successivo post).
Il Loop Articolatorio (ciclo fonologico) è composto da due sottocomponenti:
-)Magazzino fonologico ( mantiene l’informazione linguistica)
-)Processo di controllo articolatorio (basato sul linguaggio interno)
Come entrano in contatto queste due sottocomponenti? In pratica, le tracce delle informazioni contenute nel magazzino fonologico decadono rapidamente, tuttavia è possibile mantenere viva la traccia mnestica attraverso la ripetizione subvocalica, la quale consente di mantenere "fresca" la traccia per poter essere successivamente riutilizzata.
Infine, il taccuino visuo-spaziale permette:
-) nella sua componente visiva, l'elaborazione di oggetti e loro caratteristiche visibili (figura, colore struttura
-) nella sua componente spaziale, l'elaborazione delle informazioni relative alle posizioni e ai movimenti nello spazio
Il sistema è responsabile dell’elaborazione e dell’immagazzinamento delle informazioni visive e spaziali, è implicato nell’orientamento spaziale e geografico e nella pianificazione di compiti spaziali e svolge un ruolo importante nelle mansioni che coinvolgono la progettazione dei movimenti nello spazio.

Ma?
Un gran numero di fenomeni non sono però spiegati dal modello originale a tre componenti. Baddeley (2000) osservando pazienti amnesici che avevano compromessa la capacità di ritenere nuove informazioni in MLT , si accorse che conservavano un buon richiamo delle informazioni a breve durata, ricordando molti più elementi di quelli che potevano essere ritenuti nel loop articolatorio.

Quindi?
Buffer episodico
Baddeley ha aggiunto questa quarta componente al modello della WM, concettualizzando come un terzo servosistema di memorizzazione che collega e integra le informazioni attraverso i diversi domini (visivo, spaziale, verbale); inoltre, avrebbe importanti collegamenti con la MLT.
Il buffer episodico sarebbe anche un sistema a capacità limitata che provvede all’immagazzinamento temporaneo di informazioni conservate in codice multimodale, capace di assemblare le informazioni provenienti dagli altri servosistemi e dalla MLT in una rappresentazione episodica unitaria.
Inoltre, secondo Baddeley, il buffer episodico avrebbe a che fare direttamente ocn la conoscenza, essendo capace di memorizzare episodi integrando informazioni provenienti da una varietà di fonti, modificandole e manipolandole, attraverso lo spazio e il tempo.

Quindi, il buffer episodico:
-) sembra avere l'importante ruolo di unire sinergicamente l’informazione, proveniente dai sottosistemi in una forma di rappresentazione temporanea integrata
Tale rappresentazione offre una soluzione al problema del ruolo svolto dalla coscienza (Baddeley e Wilson, 2002, e Repovš e Baddeley, 2006)
-)costituisce un passaggio intermedio importante per l’apprendimento a lungo termine -)elabora in episodi coerenti le informazioni provenienti dalle diverse fonti
Questi episodi possono essere rintracciati con l’ausilio della coscienza

5 commenti:

Eugenioblog ha detto...

Molto interessante e utilissimo per me. Pongo alcune domande/riflessioni: la divisione tra memoria episodica e memoria semantica che ho appreso a utilizzare nella logica della Teoria dell'attaccamento credo dica che nella Memoria a Lungo Termine vanno a finire solo quegli episodi che è possibile immagazzinare perchè niente interferisce con questa possibilità. Io pensavo che la WM fosse un meccanismo che valutava ciò che era buono e ciò che non serviva e lo metteva poi in quella a Lungo Termine. Mi sembra che tutto sia in movimento in questi campi e torni con forza la vecchia questione della Memoria Stato dipendente: noi immagazziniamo sulla base del contesto e accediamo alla memoria se è possibile ricostruire le condizioni del contesto. Quindi potrebbe essere che in realtà la WM conservi tantissimi elementi che non sono finiti in quella a lungo termne e che però sono ancora recuperabili in un modo che non è guidato dalla consapevolezza. Grazie comunque del suo lavoro Eugenio Giommi

Anonimo ha detto...

Quando si parla di memoria di lavoro si continua a parlare comunque di un agglomerato di sistemi a durata limitata. E' concettualmente sbagliato dire che in essa potrebbero esserci tracce di memorie più recondite che fanno capo solo alla memoria a lungo termine.

Livio Cech ha detto...

Egregio Iglis, quel poco che ho letto di lei lo paragonerei ad un assolo iazzistico su una fondamentale che corrisponde alla mia. E gradirei sottoporle un pensiero che mi è vebuto meditando su una commedia di Shakespeare, ed una 'battuta'( Macbeth 1,1 ): '...Un povero attore che si agita e si pavoneggia sulla scena un quarto d'ora e poi non se ne sa più nulla.'Ho pensato che invece la vita è una recita della Commedia Civiltà affinché divenga realtà. Insomma il futurop è un foglio bianco ove noi scriviamo e che ci resterà come foglio scritrto del passato. Il pro-blema sarebbe, allora: Quale Commedia recitare?

Livio A.Cech ha detto...

Mi corre l'obbligo di avvertirla che la domanda è retorica. Sono un seguace di Bahà'u'llàh, un bahà'i, e le 'risposte' le ha già scritte Lui Che si dichiara Manifestazione di Dio, e ci ha narrato la Commedia, come dovremmo scriverla. Noi ancora alle prese con le domande ontologiche che stiamo qui a perdere tempo con tentativi di stabilire una rotta non condividendo i Punti Cardinali, non crede che dovremmo meditare su Quelli visto che 'creiamo, la realtà?

Livio A. Cech ha detto...

Se può interessarle le lascio il mio indirizzo: ahmad46@libero.it